Chiesa dell’Angelo

Costruita sulla Collina dell’Angelo, è la chiesa più antica esistente a S. Stefano del Sole; ciò era attestato da una lapide situata a sinistra della chiesa, sostituita da una moderna, dove era scritto: “D.O.M. DIE XXV IUNII MARIA ERROGUS XEONA EREXIT SANCTI ANGELI HOC SACELLUM MCXIX“, cioè: “A Dio Ottimo Massimo, nel giorno 25° di Giugno Maria Errogus eresse a Sant’Angelo (Michele) questo tempio nel 1119 (25 giugno 1119)“.

Gli altari presenti nella Chiesa furono rimossi, così come è stata abbattuta la costruzione adiacente del 1790, quest’ultima ad opera del reverendo Marcantonio de Feo, il quale sospettò che fosse utilizzata quale luogo d’appuntamenti peccaminosi.
L’edificio ospitava tre stanze che servivano da abitazione del custode.

In ottemperanza dell’editto di Saint Cloud del 1804, con il quale fu stabilito che le tombe dovessero essere poste al di fuori delle mura cittadine, nel 1837 il giardinetto alle spalle della Chiesa fu trasformato in cimitero fino al 1873, anno in cui fu costruito il Cimitero comunale.

In piena decadenza, la Chiesa è stata ricostruita grazie all’opera dell’Associazione Madonna di Lourdes.
Nel retro della Chiesa vi è un grazioso parchetto che ospita anche una riproduzione della Grotta della Madonna di Lourdes; un luogo ameno e di quiete, idoneo per il raccoglimento religioso e in cui, ogni anno, si realizza la Giornata del Malato, che richiama in loco ONLUS dell’intera Regione Campania.

Nel parco antistante, invece, l’area attrezzata con gazebo e fornitura idrica consente ai turisti di trascorrere piacevoli momenti immersi nella natura, nel rispetto del luogo in cui si trovano e provvedendo alla rimozione dei propri rifiuti.

La Chiesa si colloca sulla scia delle chiese e cappelle dedicate a San Michele Arcangelo che si snoda lungo l’Appennino centro-meridionale fino alla sua grotta sul Gargano, e sorte dopo la conversione dei Longobardi. Infatti, questo popolo germanico nutriva una particolare venerazione per l’Arcangelo Michele, nel quale ritrovava le virtù guerriere un tempo adorate nel dio germanico Odino.
Più in particolare, la costruzione del Santuario sembra essere legata alla Via Francigena oggi chiamata “Via Sacra Langobardorum” che partiva da Mont Saint-Michel in Francia, passava per Benevento e giungeva al Santuario di San Michele Arcangelo di Monte Sant’Angelo, in provincia di Foggia, per poi partire per la Terrasanta.

Interessante, a tal proposito, è uno studio del dott. Filomeno Moscati su un possibile percorso seguito dai devoti dei territori di Salerno  per recarsi in pellegrinaggio al Santuario di San Michele sul promontorio del Gargano.
La strada che congiungeva Salerno con Benevento e con l’Appia antica era la Via Antiqua Maior, che, seguendo il corso del fiume Irno, univa Salerno e Nocera con Montoro – Solofra e, attraverso i passi di Turci e della Castelluccia, con Serino e Avellino, da dove, seguendo la riva sinistra del fiume Sabato, giungeva fino a Benevento. Essa, più specificamente, congiungeva Salerno e Nocera con
la località denominata S.Angelo ad Peregrinos, o, più semplicemente, Ad Peregrinos;
l’attuale casale di San Michele di Serino, che costituì il limite estremo del Principato
Longobardo di Salerno all’epoca della spartizione dell’originario Ducato Longobardo di
Benevento in due Principati, nel 848 dC.
L’alta valle del Sabato poteva essere raggiunta, dai pellegrini provenienti da Salerno e Nocera  si concentravano nella località detta Ad Pereginos, nell’attuale San Michele di Serino, dove sorse un piccolo Hostello (o Hospitale), per permettere il raduno e offrire un riparo ai pellegrini in attesa di proseguire il viaggio in gruppo.
Compiuta la sosta e il lavacro purificatorio i pellegrini, dopo aver superato il fiume
Sabato, entravano nel territorio del Ducato di Benevento, e, seguendo l’antico tratturo sannita, denominato Sabbe Maioris in epoca romana, giungevano nella piana di Volturara e da lì proseguivano per la Puglia. Testimonianze del culto di S. Michele lungo il tratturo, oggi denominato Via della Mezza Costa, sono presenti anche in Santo Stefano del Sole, nel cui ambito territoriale, in posizione elevata e sovrastante l’abitato, esiste questa località chiamata “l’Angelo”, con una Chiesa dedicata all’Arcangelo Michele.

Chiesa dell’Angelo originaria

Chiesa Dell’Angelo attuale

Chiesa Dell’Angelo attuale
Ruderi alla destra della Chiesa. A sinistra della foto si può intravedere la struttura recentemente realizzata alterando pesantemente la struttura preesistente.
Chiesa dell’Angelo – interno
Grotta della Madonna di Lourdes
parco

Fonti:

– Melillo Andrea , Santo Stefano del Sole. Un insolito viaggio tra storie, leggende, luoghi e tradizioni, A cura della Pro loco Santostefanese, 2019;

– Colacurcio Giuseppe, Notizie storiche del comune di S. Stefano del Sole, Uffici della Campana del Mattino, Napoli, 1914;

– Filomeno Moscati, Culto di S. Michele e vie della devozione micaelica, Avellino, 2011;

– Filomeno Moscati, Il “recto itinere” dei pellegrinaggi salernitani all’Angelo del Gargano, Nepi (VT), 2016

A cura di Andrea Melillo, già autore della relativa pagina di wikipedia

Condividi la notizia